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LA PUGLIA SOTTERRANEA

[ 05/11/2008 10:21 ]

TOURS - Esiste una Puglia al di sotto della Puglia che offre una miriade di itinerari affascinanti. Si va dalle grotte costiere come quelle celebri del Gargano e del Salento: “Rossa”, “Sfondata”, “Campana”, “Calda”, “Smeraldo”, “Del Serpente”, “Zinzulusa”, “Ritunna”, “dei Giganti”, “Cattedrale”. La Puglia è la regione italiana che presenta il maggior numero di grotte, in quelle costiere si organizzano gite, si visitano in barca, oppure si percorrono con guide. Migliaia e migliaia di persone ammirano questi capolavori della natura. Basti pensare alla Zinzulusa di Castro nel Salento, oppure alla grotta del Bue Marino presso le Isole Tremiti che attirano visitatori da ogni dove. A volte si tratta di luoghi che caratterizzano interamente un territorio. Come a Monopoli, dove si trovano la Grotta delle Mura e la Palazzese, oppure danno il nome ad un’intera civiltà come nel caso della Grotta Romanelli (che dà il nome alla cultura romanelliana) e della grotta dell’Uluzzo (da cui deriva la civiltà uluzziana). In effetti, molte volte ci si trova in luoghi di culto o veri e propri, santuari dove antichissime civiltà hanno lasciato le loro testimonianze. Senza citarle tutte, basta fare gli esempi della Grotta della Poesia a Roca Vecchia, santuario del dio Taothor o della Porcinara a Leuca.
Per far comprendere la ricchezza della Puglia sotterranea basta descriverne due esempi grandiosi: le Grotte dei Cervi di Porto Badisco e le Grotte di Castellana.
La Grotta dei Cervi custodisce migliaia di pittogrammi che si snodano in un insieme di gallerie lunghe chilometri. L’importanza di questa grotta, nota in tutto il mondo dopo gli studi del Prof. Paolo Graziosi, ne ha suggerito la chiusura al pubblico. Oggi esse testimoniano un periodo importante dell’umanità, uno dei passaggi fondamentali legati alla cosiddetta “rivoluzione del neolitico”. La Grotta dei Cervi di Porto Badisco è il più imponente ed il più enigmatico complesso pittorico del neolitico in Europa. La grotta fu scoperta il 1 febbraio del 1970 da 5 membri del gruppo speleologico “Pasquale De Lorentiis” di Maglie. Fu chiamata “grotta dei cervi” per la presenza di quest’animale all’interno delle raffigurazioni. I graffiti sono composti in gran parte con guano. Una parte, invece, presumibilmente più arcaica, è composta da ocra rossa. Complessivamente, si possono osservare oltre mille pittogrammi in questo “santuario” della preistoria. Chilometri di tortuosi corridoi naturali costituiscono questo magico ambiente. La grotta dei cervi è anche una delle più grandi cavità di Puglia. Il primo a studiare i pittogrammi di Porto Badisco è stato il Prof. Paolo Graziosi che comprese immediatamente di trovarsi davanti ad un’opera d’arte straordinaria. Isolando i pittogrammi, l’illustre prof. Graziosi ricostruì il “vocabolario” dei pittogrammi di Badisco. Si tratta, infatti, di un insieme di figure che virano dal figurativo all’astratto. Il Prof. Graziosi ha isolato anche una serie di processi di astrattizzazione delle immagini come quello relativo alle figure spiraliformi. La grotta è composta da tre gallerie collegate da cunicoli e piccoli corridoi. Tutto il complesso considerato, scavato in calcari dell’oligocene, rappresenta il tratto fossile di un antico fiume sotterraneo le cui acque, dopo l’emersione post-tirreniana della costa hanno scavato una serie di gallerie.
In questi ambienti gli antichi abitanti del Salento hanno creato quello che appare come un grande, immenso luogo di culto. Molti pittogrammi, secondo alcune interpretazioni, descrivono un rito d’iniziazione. Del resto, la misura stessa delle impronte di mani intinte nel guano permette di comprendere che in questo luogo venivano portati i bambini. Questa grotta è il testamento più grande che i nostri antichi progenitori ci abbiano lasciato.
Le Grotte di Castellana sono un enorme complesso carsico, il più noto e visitato d’Italia. Della loro esistenza si parlava già nel XVIII secolo. Le Grave erano il luogo leggendario di fate, streghe, elfi e spiritelli, fantasmi etc. Fu il celebre speleologo Prof. Franco Anelli a discendervi per primo in una esplorazione scientifica, nel 1938. Da allora le Grotte di Castellana sono diventate uno dei luoghi irrinunciabili per un turista che giunge in Puglia. Ben tre chilometri di vie sotterranee che, dal grande cavernone, porta al crollo naturale, di forma quadrangolare, che illumina con la luce del sole la Grave. È da qui che inizia l’avventura all’interno della Puglia sotterranea che conduce dapprima nella Grotta Nera (nera perché ricoperta da microscopici funghi di colore scuro che vi penetrano attraverso l’apertura). La zona successiva è piena di incredibili formazioni naturali ed è chiamata “Cavernone dei Monumenti” proprio per questo motivo. In un ambiente la cui volta è alta ben 40 metri si possono osservare enormi stalagmiti simili a gruppi di statue. Il Corridoio dell’Angelo mostra una caratteristica stalattite color ocra, subito dopo c’è “la Cattedrale” che porta al caratteristico “Passaggio del Presepio” dove, in una piccolissima nicchia laterale, c’è la stalagmite chiamata “La Madonnina delle Grotte”. Insomma, è un mondo fantastico fatto di figure che evocano continui rimandi, suggeriti dal nome che le identifica: il “Corridoio del Serpente”, il “Piccolo Paradiso”, la “Caverna dell’Altare”. Infine, nel classico itinerario, si giunge all’affascinante “Grotta del Precipizio”. Si tratta di un grande complesso, dove si aggiungono sempre nuove ed interessanti scoperte, come quella recente (sempre nel territorio di Castellana) della “Grotta di pozzo-cucù”. È il vero paradiso degli amanti dei mondi insoliti e fantastici, qui si può viaggiare per ore compiendo itinerari lunghi diversi chilometri stando sempre sottoterra.
Oltre a l’itinerario già descritto , ad esempio, si può proseguire per le “Grotte Nuove” dove ci sono sorprendenti formazioni cristalline multicolori, il “Laghetto dei Cristalli” e la “Caverna della Cupola” con il suo alabastro rossiccio. Quella della Puglia sotterranea è una storia che si arricchisce sempre di nuovi capitoli, non resta che avvicinarsi a questo mondo fatato accessibile a tutti, dal semplice turista all’esperto speleologo.

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